di Giuseppe Stimolo  ( nella foto Lo chef D’Agostino, il presidente Barberi con alcuni componenti dell’Associazione Cuochi Ennesi)

Si rinnova, presso l’Hotel Federico II di Enna, l’appuntamento dell’Associazione Cuochi Ennesi che ha organizzato un corso di cucina con lo chef stellato Pietro D’Agostino.

L’evento, che ha visto la partecipazione di numerosi allievi degli Istituti Alberghieri di Enna, Caltanissetta, Favara, Agrigento, Centuripe e Gela nonché di molti professionisti ristoratori, Food blogger e semplici appassionati, ha avuto come protagonisti i molteplici prodotti d’eccellenza del territorio ennese con i quali, lo chef D’Agostino ha sapientemente realizzato un intero menu.

D’Agostino, prima di dare inizio alle preparazioni, in una commovete introduzione, ha voluto ripercorrere i momenti salienti della sua oramai lunga carriera dagli anni in cui, da semplice lavapiatti in un ristorantino di Taormina, a studente dell’Istituto Alberghiero accumulava i suoi piccoli guadagni per potersi iscrivere ai corsi di Scuole e Accademie importanti e frequentare quei fornelli dei grandi protagonisti della cucina italiana di quegli anni.

"… si, perché sin dall’inizio mi sono chiesto che auto volevo guidare  - racconta D’Agostino – e la scelta era tra una Cinquecento ed una Ferrari. Essere cioè uno dei tanti ristoratori di Taormina e dintorni o distinguersi tra tutti volando in alto grazie ad una cucina del territorio e con dei prodotti ricercati e di assoluta qualità di cui la nostra isola, la Sicilia, è ricchissima. Ovviamente, ho deciso per la seconda opzione, la strada più difficile, la più dura, tutta in salita e per anni, a testa bassa, ho lavorato senza soste alla ricerca di piccole produzioni di nicchia, sconosciute ai più ma di grande valore per mettere a punto le mie ricette che derivano dal perfetto equilibrio tra la mente, il cuore e la bocca, alla ricerca di quelle note vibranti che non la quantità ma l’assoluta qualità delle materie prime può darti e che, nel tempo mi ha premiato attraverso la stima e la fedeltà della mia clientela  e poi, in seguito, con la Stella della famosa guida Michelin …".

Il messaggio, chiaro appassionante e commovente di uno chef che non si è montato la testa e che da tutti impara e apprende con grande umiltà e passione per il proprio mestiere, ha saputo parlare al cuore e alle menti dei giovani studenti presenti che, al termine della manifestazione, lo hanno letteralmente “assaltato” con numerose domande, curiosità e ovviamente con la richiesta di molteplici foto.

sotto Chef D'Agostino

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Consapevoli quindi di quanto i prodotti di assoluta eccellenza contribuiscono al successo di una cucina di qualità, l’Associazione Cuochi Ennesi, che fa parte della grande famiglia della FIC (Federazione Italiana Cuochi), il cui presidente è lo chef e docente Carmelo Barberi, ha voluto “sfidare” D’Agostino mettendogli a disposizione alcuni dei prodotti simboli della provincia ennese.

La fava larga di Leonforte, al filetto d’agnello, la pagnotta del Dittaino, la pasta della Valle del Grano, il Piacentino ennese e lo zafferano, l’oro giallo di cui queste terre sono ricche. Ovviamente eccellenti i piatti elaborati dallo Chef D’Agostino che, per l’occasione e per dare maggiore risalto ai delicati profumi e caratteristiche delle vivande, ha utilizzato molteplici tecniche di cottura per creare una Insalatina Palamito con cipolla rossa di Barrafranca e arancia rossa di Centuripe, una Zuppa di fava larga di Leonforte con gamberi e lardo di suino nero, delle Casarecce della Valle del Grano con calamaretti e zuppa di pane di Dittaino, un Filetto di agnello con lenticchie nere e crema di Piacentino Ennese, un Soffice di bovino nostrano con cardi selvatici e salsa ai pistilli di zafferano ennese ed infine una “Cassata di ricotta a modo mio”.

Il presidente Carmelo Barberi, al termine della manifestazione si è dichiarato:

"pienamente soddisfatto non soltanto della bontà dei prodotti messi a disposizione dalle Aziende produttrici e della sapiente valorizzazione che uno chef della levatura di Pietro D’Agostino ha saputo dare ad essi, ma anche e soprattutto per il giusto riconoscimento al duro lavoro e ai sacrifici degli innumerevoli piccoli produttori, artigiani, contadini, allevatori che in assoluto “silenzio” svolgono la loro preziosa attività facendo grande un territorio che certamente, merita maggiori attenzioni e considerazioni".