"Crolla un mondo" - Dal "chi se ne frega?" dell'Europa al "chi se ne fotte" dei fondamenti dello Stato democratico

Altro che la magistratura ci vuole con Salvini, ministro del libero arbitrio

Sport e Cultura   Lunedi, 3 settembre 2018

Mentre ancora si discute del fascicolo aperto da Luigi Patronaggio, il Procuratore di Agrigento, Salvini continua ad agire con libero arbitrio: se ne sbatte dei fondamenti dello Stato democratico. L’incontro tra il Matteo ministro dell’Interno e Orbàn, il Viktor premier ungherese, è la cartina di tornasole di una cortina di ferro, nuova ma non troppo.

Dall’Europa alla Russia.eu, per giocar con le parole, è il sito cui punta il governo. C’è la Polonia, l’Ungheria naturalmente, c’è la Repubblica Ceca, la Slovacchia e c’è pure l’Austria: come blocco di Visegard è noto, il cugino brutto di quel che fu il patto di Varsavia. Il punto è: "chi l’ha deciso?" che l'Italia debba passar sotto l'ombrello di quella che fu l'Unione Sovietica. Lo spunto arriva da un’intervista rilasciata da Mario Monti al Corriere della Sera. Già, da Mario Monti, il professore, il senatore… a vita: “non l’ha deciso il Governo nella sua collegialità - sostiene - non risulta, infatti, un documento strategico offerto alla discussione del parlamento e non certo il presidente del Consiglio”. A conferma dell’inconsistenza dell’esecutivo, dove il “chi l’ha visto?” è il leitmotiv che accompagna Conti; e a conferma dell’esautoramento del parlamento, appunto. Del resto, proprio sull’Europa, Salvini, quando era solo Matteo, rispondeva col “chi se ne frega?”. Ora siamo al “chi se ne fotte?” del governo e del parlamento, però.

"Qui crolla un mondo": il nostro.

Altro che sequestro di persona (pure a scopo di coazione), abuso di ufficio, arresto illegale e omissione in atti di ufficio; insomma dei reati contestati a Salvini nell’indagine del Procuratore Patronaggio. Di che stiamo parlando a confronto di quel che alla democrazia sta accadendo? Certo, che poi da quest’indagine, al di là del merito, tra un “mi arrestino pure”, un "sono medaglie" e un “mi prenderò il Paese” in cui di leghisti ormai ce n’è d’ogni, Salvini possa “attentare” all’autonomia e l’indipendenza della magistratura è l’epilogo: purtroppo non l’unico. Libero arbitrio e ciaone! alla Costituzione.

di iena marco pitrella Data: Lunedi, 3 settembre 2018

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