“Battaglia” sulla Camera di Commercio: archiviazione generale per gli accusati. Sconfitta per “l’orchestra della legalità”


Pubblicato il 30 Gennaio 2020

iena anti antimafiosa Marco Benanti

Il gip del Tribunale di Catania Carlo Cannella ha disposto l’archiviazione del procedimento penale nei confronti di Alessio Lattuca, Gino Sciotto, Davide Raccuglia, Riccardo Leopoldo Galimberti, Filippo Guzzardi, Giuseppe Giglio, Riccardo Santamaria, Giovanni Selvaggi, Massimo Franco, Giuseppe Bulla e Sebastiano Giovanni Rinzivillo indagati per il reato di falso ideologico.

E’ scritto nel provvedimento che “…l’odierno procedimento nasce da una serie di esposti presentati da alcuni assoeciazioni imprenditoriali(Confindustria, Confimprese, Confartigianato, Confcooperative ecc) che lamentano la sussistenza di alcune condotte illecite da parte di Pagliaro Alfio, commissario ad acta della Camera di Commercio, nell’ambito di procedura di costituzione della nuova Camera di Commercio della Sicilia Orientale. Alcuni esposti lamentavano che alcune delle organizzazioni imprenditoriali partecipanti alla procedura di assegnazione dei seggi consiliari avessero presentato elenchi contenenti imprese che in realtà non erano mai state iscritte alla Camera di Commercio, con ciò alterando gli esiti dell’intera procedura. Inoltre, alcune iscrizioni venivano disconosciute da parte dei rispettivi rappresentanti legali…”

Ancora: “in ordine alla posizione del PAGLIARO e di altri funzionari e dirigenti della camera di Commercio di Catania, è stata chiesta l’archiviazione dal Pm e disposta l’archiviazione da parte del GIP, non essendo emersa la prova in ordine alla consapevolezza della presunta falsità delle dichiarazioni che gli sono state trasmesse.…”. Contestualmente alla richiesta di archiviazione, il Pm “iscriveva l’odierno procedimento penale per il reato di falso ideologico a carico dei legali rappresentanti delle associazioni imprenditoriali che avrebbero presentato false attestazioni consistite nella dichiarazione che alcune imprese, alla data del 31/12/2014 erano associate alla Camera di Commercio Sicilia Orientale e che le stesse erano in regola con il versamento delle quote associative”.

E’ iscritto nel provvedimento: “come indicato nella richiesta di archiviazione, in realtà numerose tra le imprese indicate potevano considerarsi legittimamente inseriti negli elenchi delle imprese iscritte, in quanto l’art. 2 co. 2 lett. B D.M. MISE n. 156 del 4 agosto 2011 consente l’inserimento nell’elenco di tutte le imprese che nell’ultimo biennio avessero pagato almeno una quota annuale di adesione. Così gli indagati Galimberti, Bulla, Rinzivillo, Selvaggi; l’ndagato Guzzardi ha documentato tale circostanza per alcune imprese, mentre per altre ha prodotto la scheda di adesione a Confesercenti. Inoltre, tale imprese hanno erroneamente disconosciuto l’iscrizione ad un’associazione imprenditoriale, ignorando probabilmente che l’iscrizione ad un organismo nazionale comporta l’automatica iscrizione anche alle associazioni di livello territoriale. Inoltre è stato dimostrato che le imprese erano state in passato iscritte all’associazione di categoria ed è quindi legittimo ipotizzare che il loro nominativo sia rimasto inserito negli elenchi per mero errore. In altri casi alcuni disconoscimento si riferiscono ad epoca successiva al biennio preso in considerazione.

L’indagato Franco Massimo produceva la dichiarazione con il quale legale rappresentante della “Elemata Maddalena S.r.l”, ritrattava il precedente disconoscimento legava prova del regolare pagamento della quota associativa. In generale, anche per i soggetti che non si sono sottoposte all’interrogatorio sono emersi forti dubbi sull’attendibilità del disconoscimento in atti. Peraltro, anche alla luce delle argomentazioni contenute nell’atto di opposizione, i rilievi di cui sopra, come sostenuto dal Pm nella richiesta di archiviazione non appaiono superati in alcun modo.”

 

 

 

 


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