I prezzi dei carburanti continuano a salire. Il parere del professore di Economia Maurizio Caserta sulle accise. La più datata tassa è quella per la guerra in Etiopia del 1935 dichiarata da Mussolini.
Nonostante nessuno metta in dubbio le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla necessità di fare sacrifici per garantire il nostro vivere democratico e aiutare i profughi di una guerra assurda e brutale come quella in Ucraina, tutti i cittadini da alcuni giorni a questa parte e dopo l’arrivo delle prime bollette salasso di luce e gas stanno adesso facendo i conti con gli aumenti impazziti e senza fine dei carburanti.
Il pieno al distributore è salito di oltre il 50% nel volgere di una decina di giorni, con la benzina che è passata da una media di 1 euro 40 cent nelle pompe self service a oltre due euro. Il diesel ha fatto ancora peggio e oggi in molti distributori costa più della verde.
I primi segnali di quello che potrebbe materializzarsi come un disastro per le tasche dei cittadini si intuiscono anche dalle parole degli autotrasportatori (il trasporto su gomma in Italia è oltre il 60%) che sono pronti alla nuova serrata e dai gestori dei carburanti che lamentano introiti in picchiata. Anche i pescherecci di molte regioni hanno deciso una serrata.
La situazione che sembra al momento inarrestabile vista la situazione internazionale di scontro riapre il tema delle accise. Sono decenni che se ne parla ogni qualvolta la benzina è andata aumentando. Ma nonostante le rassicurazioni i governi che si sono succeduti non hanno approvato alcuna legge per cancellare alcune accise che sono una entrata certa per le casse statali. Ma l’attuale situazione rischia di ritorcersi contro anche alle casse statali, perché meno cittadini circoleranno in auto – come è avvenuto ai tempi del Covid – meno saranno gli introiti delle accise e il buco alla fine potrebbe essere consistente. “Il tema – spiega il professore di Economia Politica dell’Università di Catania, Maurizio Caserta – è chiaro. Ci vorrebbe una legge votata dal Parlamento per eliminare alcune accise. Non esiste un ostacolo formale alle loro cancellazioni, ma un ostacolo sostanziale. Se il governo dovesse togliere alcune accise il gettito si ridurrebbe in modo consistente”.
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