Catania, per la scomparsa del baby killer Mazzeo, dopo la madre e la sorella del giovane, assolto anche il boss Santo Mazzei

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Pochi minuti fa, sentenza per un caso che ha fatto scalpore…Nella foto l’avv. Francesco Antille codifensore con Salvo Pace di Mazzei

di Iena Giudiziaria, Marco Benanti

La Corte di Assise di Catania (Presidente Rosario Cuteri, a latere Giuseppe Paternò Raddusa) ha assolto anche il boss Santo Mazzei, ” ‘U Carcagnusu”, protagonista di tante pagine di mafia catanese (difeso dagli avvocati Francesco Antille e Salvatore Pace) dall’accusa di essere stato il mandante, assieme a Salvatore “Turi” Cappello, dell’omicidio del nipote Nuccio Mazzeo (la o finale invece di i è dovuta ad un errore all’anagrafe), il cosiddetto baby killer scomparso e mai più ritrovato. Il pubblico ministero Giuseppe Gennaro aveva chiesto la condanna all’ergastolo.

Questo processo costituisce l’epilogo dell’altro, conclusosi l’8 luglio del 2011 nel quale la Corte di Assise di Appello di Catania (Presidente Maiorana, a latere Murana , Procuratore Generale Roberto Campisi) aveva assolto dall’ergastolo la madre e la sorella del Nuccio Mazzeo, rispettivamente Gaetana Conti e Concetta Mazzeo. L’accusa era terribile: il ragazzo sarebbe stato consegnato al clan rivale. La sua “colpa”? Aver deciso di collaborare con la giustizia. Un caso che fece scalpore e finì sulle pagine dei grandi giornali. Le due donne furono subito liberate dopo quasi quattro anni di custodia cautelare. La Conti è morta l’undici febbraio del 2012 per un male incurabile, dopo appena sei mesi dalla scarcerazione.

L’avvocato Antille (nella foto), difensore di Mazzei, ha dichiarato che “con questa sentenza, intervenuta dopo anni di battaglie giudiziarie, è stata definitivamente accertata l’ infondatezza di tutta l’ipotesi accusatoria ” .

Per quanto riguarda Salvatore Cappello, Agatino Messina e Alfio Scalia, ritenuti in quel precedente processo mandante ed esecutori materiali del delitto, la Cassazione è chiamata a pronunziarsi il 20 settembre prossimo.

L’assoluzione delle due donne è invece divenuta definitiva sin dal 2011 perchè la Procura Generale non ha proposto alcun ricorso contro il loro proscioglimento.

  

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Redazione Iene Siciliane

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