Catania “show della propaganda”: l’assessore Bosco le spara grosse, l’ex assessore Marletta replica: “affermazioni prive di fondamento”


Pubblicato il 25 Settembre 2013

Le ultime su una vicenda emblematica di come è ridotta la città oggi…ecco il comunicato dell’ufficio stampa del comune:

“nodo Gioeni: senza abbattimento disagi ben più gravi e debiti per 6 milioniL’assessore ai Lavori pubblici Luigi Bosco: “in caso di ristrutturazione del cavalcavia, sarebbe stato necessario chiudere completamente al traffico la circonvallazione”. L’impossibilità di autorizzazione della perizia alternativa avrebbe condotto all’indebitamento

“L’ipotesi di messa in sicurezza del cavalcavia del Tondo Gioeni avrebbe non solo comportato disagi estremamente più gravi per la popolazione di quelli patiti per il suo abbattimento e la realizzazione della rotatoria prevista dal progetto originario, ma anche prodotto un indebitamento di almeno sei milioni di euro”.Lo ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Luigi Bosco, ricordando come, qualche giorno fa, la Commissione regionale lavori pubblici abbia espresso parere positivo sugli interventi recenti e meno recenti effettuati nell’ ambito dell’ appalto, partito nel 2005, che riguarda la circonvallazione e il nodo Gioeni.”Questo passaggio tecnico – ha sottolineato Bosco – indispensabile per consentire l’ erogazione di fondi di protezione civile per 4,6 milioni di euro, rappresenta un risultato importantissimo per il Comune di Catania ottenuto grazie all’azione decisa intrapresa dall’Amministrazione nella direzione della sicurezza sismica, dell’efficienza sotto il profilo della funzionalità del traffico e anche dell’estetica”.”È ormai inconfutabile – ha aggiunto Bosco – che il tentativo della precedente amministrazione di modificare il progetto approvato e autorizzato dalla Protezione civile, non aveva alcuna possibilità di risolvere la questione del nodo Gioeni in modo definitivo e avrebbe comportato nella fase di cantiere disagi estremamente più gravi alla popolazione, eppure si continua a parlarne come di una sorta di sogno perduto”.”Quello che si omette – ha detto ancora l’Assessore – è che, in caso di ristrutturazione del cavalcavia, sarebbe stato necessario chiudere completamente al traffico la circonvallazione, in entrambi i sensi di marcia e senza nemmeno una corsia libera, per un periodo che qualunque tecnico stimerebbe tra i sei e i nove mesi. Un’altra cosa che non si dice è che la soluzione di rimettere in sicurezza il cavalcavia avrebbe comportato un indebitamento del Comune, ovvero di tutti i cittadini catanesi, di oltre 6 milioni di euro. E questo per l’impossibilità di autorizzazione della perizia alternativa, con il rischio concreto di vedere lievitare questa somma per gli interessi legati a ogni giorno di ritardo nel completamento delle opere”.

Risposta dell’avv. Giuseppe Marletta, già assessore ai lavori pubblici della giunta Stancanelli:

“in riferimento alla dichiarazione rilasciata dall’assessore ai LL.PP. del Comune di Catania ing. Bosco apparsa in data odierna su alcuni quotidiani online relativa al c.d. nodo Gioeni, mi preme precisare che le sue affermazioni sono assolutamente prive di alcun fondamento oggettivo.

Ribadisco che non vogliamo entrare nella legittima scelta dell’abbattimento del ponte anche se da noi sempre indicata come dannosa per il sistema di viabilità. Tuttavia non comprendiamo il continuo tentativo di giustificare l’evidente marchiano errore commesso, questo si ai danni dei cittadini, ricostruendo circostanze artatamente false.Così in ordine al paventato pericolo di un indebitamento per circa 6 milioni di euro se non si fosse abbattuto il ponte, va chiarito che è falso.La Protezione Civile Regionale aveva già impegnato la somma di 4,6 milioni di euro che nulla hanno a che vedere con l’abbattimento o meno del ponte essendo stanziati per la prima perizia di variante che riguarda lavori del sottosuolo, già realizzati. Le economie già contabilizzate sarebbero state sufficienti al consolidamento del ponte così come valutato dal direttore dei lavori ing. Mirone e dal rup ing. Persico. Le ulteriori somme sarebbero servite per l’abbassamento della quota stradale ed alcune opere minori, lavori non obbligatori in quanto si tratta di strada già esistente prima dell’entrata in vigore del nuovo codice della strada e che la precedente amministrazione immaginava di realizzare in tempi successivi attraverso nuovi finanziamenti.Falso è altresì, che i lavori di consolidamento avrebbero bloccato la circolazione stradale per circa 6-9 mesi. I lavori, infatti, sarebbero stati realizzati per stralci consentendo la circolazione alternata. Mentre, come detto, i lavori di abbassamento della quota stradale che sì avrebbero richiesto un maggior onere alla circolazione, si sarebbero svolti in altro momento.Serbiamo la speranza di non dover intervenire più su questa vicenda divenuta kafkiana e che l’attuale amministrazione trovi gli opportuni rimedi per alleviare i problemi procurati ai cittadini.Avv. Giuseppe Marletta (già assessore LL.PP. comune di Catania).”

 


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