Covid-19 e crisi economica: imprenditore vuole denunciare Mao!

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Clamorosa notizia: il commerciante di ortofrutta Giuseppe Alberto Francesco Falsaperla vuole fare causa a Mao Zedong, il “gran timoniere” della rivoluzione cinese.

Pare che l’iniziativa sia scaturita dall’amore per la Giustizia, un sentimento sincero sostenuto, fra l’altro, anche dalla denuncia presentata dall’avvocato catanese Stefano Francesco Pipitone che, come ha scritto lasiciliaweb, “fondatore dell’omonimo studio legale, è il primo ad aver depositato a suo nome – il 6 aprile – una denuncia contro il sindaco di Wuhan e altri funzionari cinesi chiedendo che il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania apra delle indagini “per far luce sulla catena di consapevoli omesse tempestive comunicazioni relative all’outbreak del coronavirus Sars-Cov-2, verificatosi in Cina, nella città di Wuhan” ricordando che la pandemia è considerata dall’Oms e dal Piano Pandemico italiano come “una minaccia per la sicurezza dello Stato”….”.

Parrebbe che Falsaperla intenda con la sua azione legale reagire alla crisi dell’ortofrutta,scaturita dall’emergenza Covid-19, in nome dei commercianti catanesi. Per questa ragione, avrebbe espresso l’intenzione -per amore di Giustizia e non per ragioni di visibilità- di rivolgersi ad un “Gran Siniscalco”: “per vincere sul ‘gran timoniere ci vuole un alto esponente dell’avvocatura” -avrebbe dichiarato.

Magari -avrebbe aggiunto- con un nome all’altezza mia Giuseppe Alberto Francesco Falsaperla (GAFF), quindi, gente seria, magari con blasoni del caso. Sto valutando una serie di nomi, mi hanno segnalato un certo Avv. Porthos, pare sia parente di un aristocratico decaduto. Oppure, un tale ‘principe del fico’ in rapporto con ambienti legati ad un non meglio identificato ‘Premio Goffredo’. Vedremo…”

La denuncia sarebbe sporta per l’ipotesi di reato di concorso morale nel delitto di epidemia e altri reati che l’Ufficio di Procura potrebbe rilevare. “Mao -è la tesi di Falsaperla- con le sue azioni, dalla ‘grande marcia’ fino al ‘balzo in avanti’ avrebbe contribuito moralmente a quanto accaduto in queste settimane.” Pare che la tesi abbia riscontrato consensi anche nell’avvocatura democratica, che subito vorrebbe dare il suo contributo alla luce del Testo Unico di Pubblica Sicurezza del 1931.

Alla base delle accuse al “Gran Timoniere” ci sarebbe anche l’espressione del Mao “la rivoluzione non è un pranzo di gala”: Falsaperla intenderebbe fare emergere che si tratterebbe, nella sua ipotesi accusatoria, di una chiara istigazione a violare le distanze sociali previste per l’emergenza Covid 19 e quindi rappresenterebbe un ennesimo riscontro al concorso morale del Mao.

Approfondiremmo la notizia, per ulteriori conferme.

Vi aggiorneremo sugli sviluppi.

 

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Benanti

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