Cronache catanesi, concerto di Capodanno: il servizio socio-sanitario viene tolto. Con una telefonata. E senza spiegazioni. Nuovo scandalo in vista?

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di iena sotto il palco marco benanti

Il sindaco di Catania Enzo Bianco parla spesso di trasparenza, ma altrettanto spesso sembra che si tratti di una trasparenza più declamata che praticata. L’ultimo esempio? Il concerto di Capodanno, una spesa enorme, 100 mila euro: per molti uno scandalo. E ora viene fuori una storia che potrebbe rappresentare uno scandalo nello scandalo. Di cosa si tratta? Del servizio di supporto socio-sanitario al concerto: fino a 48 ore fa era tutto a posto. L’associazione “Pro-Enza” onlus, sodalizio in regola con tutte le normative di settore, aveva approntato tutto quanto era stato richiesto dai co-organizzatori del comune, con il solo impegno di un rimborso spese: persino la seconda ambulanza era stata reperita, a spese dell’associazione. Non solo: era stato “bloccati” per l’evento il personale necessario. Poi cosa era accaduto? Con una telefonata, il 29 dicembre, a 48 ore dall’evento, tutto viene annullato. Se ne occuperà altra associazione: forse perché erano necessarie altre ambulanze?

Il presidente dell’associazione Cosima Rita Cannavò, allora, ha immediamente scritto al sindaco, al vicesindaco ed ad alcuni capigruppo offrendo lo stesso servizio in modo assolutamente gratuito. Risposta dal comune: nessuna.

L’avv. Mario Brancato ha ricevuto mandato per verificare la sussistenza di possibili illeciti penali in quanto è avvenuto: “è una vicenda strana –dichiara il legale della ‘Pro-Enza’- ed inquietante che dimostra ancora una volta l’assoluta non trasparenza di alcune attività a livello amministrativo al comune di Catania”.

L’avv. Brancato aggiunge: “questa vicenda ci fa molto riflettere in primo luogo perché l’impegno va mantenuto. Perché se c’è un servizio offerto gratuitamente non viene ad essere accettato perché si è provveduto ad una sostituzione, malgrado si sia adempiuto a tutte le richieste?

Chiederemo gli atti di questo affidamento. Il comune dovrà dare conto di questa storia perché ci sono di mezzo soldi pubblici.”

Conclude il legale: “sappiamo che in questo settore tante cose non vanno. La ‘Pro-Enza’ è impegnata nel sociale da tempo, non vorremmo che stia pagando le battaglie per la legalità che ha posto in essere”.

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Redazione Iene Siciliane

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