Cronache del Regime catanese: i dieci fallimenti di un’amministrazione…non all’altezza. Seconda puntata


Pubblicato il 19 Dicembre 2015

di iena antibluff marco benanti

Riprendiamo…. http://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=6588/

Comunicazione: una volta fiore all’occhiello del Bianco degli anni ’90, oggi è quantomeno vintage, propagandistica e sfacciatamente arrogante come ai tempi del Fascio. La grottesca situazione dell’Ufficio stampa abusivo è di gravità assoluta con rilievi secondo noi anche penali. Lo diciamo da due anni e tanti ne hanno parlato.

Ma il Podestà, si sa, è bulimico di visibilità e i giornalisti che esercitano abusivamente (tra questi il presidente pro tempore del consiglio di Disciplina dei Giornalisti) hanno in testa solo di appagare il Capo. Perdendo di vista ogni buona regola dell’Informazione e della Comunicazione: il ridicolo giornale diretto dall’altro abusivo, stampato e diffuso nei giorni scorsi è l’esempio lampante di una riprorevole e tragicomica gestione di quello che dovrebbe essere un servizio ai cittadini e che  invece è solo una vecchia e scassata macchina di propaganda fatta in nome e per conto del Comune.

Nella home del sito Twitter è fermo al 3 aprile e Facebook è utilizzato solo per calare interamente i comunicati: un disastro. A “Chi l’ha visto”, inoltre, il logo di Mirko Vallone presentato tra roboanti squilli di trombe: provate a cercarlo nel sito e non lo troverete. Forse se ne sono pentiti o forse se ne vergognano, fatto sta che è sparito nell’infinito novero delle malecumpasse. 

Lavori Pubblici: la macchia del Tondo Gioeni è rimasta una cicatrice ideleibile su una delle operazioni più insulse degli ultimi decenni di storia patria etnea. L’essere rimasti impiccati alla testardaggine distruttiva del Ponte, quando tutti gli esperti preannunciavano il disastro per i catanesi è stato imperdonabile.

Così come apprendere che si sono stornati un milione di euro da un pista ciclabile del lungomare per fare una grande fontana anziché spendere quei soldi per risolvere i problemi della viabilità. Del resto il tragicomico abbattimento del cavalcavia Gioeni è l’unica opera pubblica realizzata nell’era Bianco: le altre erano state progettate e realizzate prima del ritorno della maledetta(falsa) primavera.

Della retorica del canale di gronda e della propaganda sulla metropolitana, estranea alla competenza del Comune, meglio stendere un pietoso velo visto che i lavori sono cominciati ben 29 anni fa nel 1986! Quanto alla revoca dei  contratti per realizzare il parcheggio sanzio o quelli del lungomare, annunciati come azioni di legalità vedremo cosa eventualmente diranno i giudici: queste comparsate potrebbero costare milioni  e milioni di euro per le casse comunali.

continua…


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