di Piero Lipera (segretario provinciale Dc) L’ultima inchiesta giudiziaria che ha portato agli arresti un deputato regionale, un sindaco e due consiglieri comunali – è triste scriverlo – ma non porta nulla di nuovo. La domanda che mi pongo da dirigente di un partito è: saprà un giorno la politica arrivare prima delle manette? Conoscono […]
Editoria e Politica, giornalismo “lecca lecca”: Zermo (“La Sicilia”) paragona Crocetta a Che Guevara. Dall’Aldilà fanno sapere: “lasciatelo in pace, avrà avuto i suoi difetti, tipo la frequentazione con Castro, ma non serviva gli industriali!”
Pubblicato il 01 Gennaio 2013
Nell’inserto di fine anno del giornale di Ciancio, uno dei giornalisti di punta fa un parallelo “rivoluzionario”…Pronta la replica dall’Alto dei Cieli: “Guevara ha avuto frequentazioni equivoche tipo Fidel Castro, ma non quelle di Crocetta.”
di iena storica
“Mi chiedo: chi è Rosario Crocetta detto Saro?…” Così “attacca” Tony Zermo nell’inserto del 31 dicembre su “La Sicilia”, a pag 6. Ad un certo punto, ecco la “perla delle perle” di Zermo: “…è un alieno (Crocetta, ndr), un “Che” Guevara entrato nei vecchi Palazzi di Palermo senza mitra in pugno, ma con la stessa carica rivoluzionaria per fare saltare tutto, parentopoli, affari sotto banco, ruberie, amicizie consolidate, viaggi di rappresentanza senza obbligo di rendiconto, tutto un mondo che si è autoalimentato per oltre mezzo secolo…”
Insomma, che emozioni a leggere poi tutto l’articolo, un “pezzo” -sobrio ed equilibrato- di leggero omaggio al nuovo governatore, che, fra l’altro, durante la scorsa campagna elettorale, ha avuto sfornate -a pagamento- pagine e paginoni su “La Sicilia” e le altre grandi testate siciliane. Sempre per la serie “la rivoluzione è cominciata”.
Il paragone “zermiano” non ha lasciato indifferente l’Alto dei Cieli, dove Guevara, in quanto comunista(vero e non alla cioccolata), non è mai pervenuto. Ma lo stesso c’è stata una reazione d’istinto: “Crocetta come Guevara? Chi serve i padroni e chi li ha combattuti? A tutto c’è un limite!” Insomma, il Paradiso può sempre attendere, ma la decenza no.
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