Il trash trionfa ormai dovunque in Italia. Il termine, di lingua inglese, significa spazzatura. Ebbene, trash sono i contenuti di tanti programmi delle televisioni generaliste, private e pubbliche. Per loro niente cultura, niente spiritualita’, ma solo gossip, tette, culi, soldi, tradimenti, tragedie varie. Oppure una immagine stereotipata e bacchettona degli italiani, come se da noi l’illuminismo e la modernità non fossero mai arrivati.
Genere spaghetti, pizza, mandolino, parrocchia, mammà, famiglia sempre e comunque, in primis e soprattutto tradizionale. Un mondo quasi cloroformizzato. Il risultato di tutto ciò’ è rincoglionire i telespettatori e non farli pensare, che e’ sempre meglio. Anche con la musica il trash ha raggiunto livelli notevoli. Artisti, si fa per dire, creati e pompati dalle major discografiche scopiazzando qua e là, ma senza talento, senza fantasia, senza patos, senza coraggio, senza vera ribellione, senza testi realmente sinceri e coraggiosi.
Lontani anni luce dai veri musicisti e destinati all’oblio in tempi brevi. Il festival di Sanremo, ad esempio, è da tempo alla deriva sul piano qualitativo. La politica di esempi e personaggi trash ne ha dati e ne da così, tanti, in alcuni casi con corredo di storie piccanti, che di articoli se ne potrebbero scrivere a decine. E che dire del mondo dell’informazione, nel quale vi sono molti operatori più schierati dei vecchi giornalisti di partito, la notizia spesso non è un fatto ma una opinione, per non parlare delle colpevoli omissioni? Di fronte ad un quadro così desolante e ad esempi così desolanti, perchè scandalizzarsi ipocritamente di quanto di brutto accade quotidianamente nella società? La spazzatura porta altra spazzatura, non benessere. La cultura e i contenuti, ovunque e dovunque. Ecco da dove occorre ripartire.
Iena Amministrativa.
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