La banalità dell’arte: Hitler, Stalin e Mao, “culturame” allo Stabile su “sollecitazione” dell’assessore regionale…

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di iena marco pitrella (con il concorso morale, interno ed esterno, di marco benanti)

Con “culturame”, per citare Mario Scelba, è da apostrofare il ciclo di conferenze “parole del potere” che ha avuto e avrà palcoscenico il Teatro Stabile di Catania, in cui si leggeranno i discorsi di Hitler, si leggeranno i discorsi di Stalin e si leggeranno i discorsi di Mao.

Lunedì il prossimo appuntamento. “Si cercherà di leggere insieme la storia – l’obiettivo scritto nella presentazione –, nella fiducia che intelligenza e memoria possano screditare le parole vuote e evitare il ripetersi di catastrofici inganni”.

Però, a proposito di “intelligenza e memoria”, va in scena tutto e il contrario di tutto: “l’iniziativa si pone cronologicamente – c’è scritto ancora – tra la Giornata della memoria delle vittime dell’olocausto e il Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe”.

Del resto, mettere insieme – “cronologicamente” – giornata della memoria e giorno del ricordo delle vittime delle foibe (bene ha fatto Mattarella a definire il negazionismo “deprecabile”) non pare né rispettoso per l’intelligenza e né un omaggio alla memoria.

Tutto questo andrebbe trattato con maggiore rispetto.

E, allora, ecco il teatrino: leggere i discorsi di Stalin e di Hitler e di Mao, “le parole del potere”; ma è il linguaggio dell’arte qui a mancare.

Che poi, a dirla tutta, Stalin era a capo dell’armata rossa che aprì i cancelli di Auschwitz; era il 27 gennaio del 1945. Per non parlare di Mao, che in Cina fonderà la Repubblica Popolare “solo” nel 1949, a guerra già bella che finita.

Ora, se tanto mi dà tanto, perché non leggere di Pol Pot e perché non leggere di Ceausescu e perché non leggere di Ho Chi Minh e perché non leggere di Pinochet e perché non leggere di Muss… alt!

L’iniziativa – c’è scritto sempre nella presentazione – nasce su sollecitazione dell’assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana”, quello stesso assessorato che è guidato da Manlio Messina. Proprio lui, Manlio Messina che da consigliere comunale in carica si mise come immagine di copertina sul suo profilo facebook un tale Benito Mussolini.

 

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Benanti

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