Clamorosa decisione su un tema “caldissimo”….
a cura di iena ecologicaSequestrare il Muos: così ha deciso la magistratura. E da chi combatte da tempo questa battaglia per la salvaguardia della salute e dell’ambiente arrivano reazioni.“E’ vittoria per una battaglia di civiltà. Adesso è necessario rimuovere le 41 antenne presenti nella riserva orientata sughereta di Niscemi e zona di interesse comunitario. Sel vicina da quattro anni alla battaglia dei cittadini niscemesi”. Con queste parole Giolì Vindigni coordinatore provinciale Sel Catania, commenta la decisione della Procura di Caltagirone di avviare il sequestro preventivo del Muos a Niscemi.
La Procura di Caltagirone ha ottenuto dal gip il sequestro preventivo dell’area e degli impianti del Muos di Niscemi, il sistema di comunicazioni satellitare, acronimo di ‘Mobile user objective sistem’, programma gestito dal Dipartimento di difesa degli Usa. L’impianto di contrada Ulmo si trova, infatti, all’interno della riserva naturale orientata “Sughereta di Niscemi”, area non edificabile e sito di interesse comunitario.
“L’avvio dei lavori- continua Vindigni- è stato il frutto di una scelta scellerata del presidente della Regione Raffale Lombardo, con il si dell’ex ministro Ignazio La Russa, che avevano dato l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto, malgrado le proteste degli amministratori e dei cittadini. Una scelta contestata anche da diversi pareri di tecnici, che definivano l’impianto un rischio grave di disastro ambientale e in grado di compromettere la salute dei cittadini già posti a rischio tumori. Il passo successivo- conclude il coordinatore di Sel- è quello di smantellare le 41 antenne di comunicazione statunitensi presenti nella riserva e che da più di vent’anni contribuiscono ad aggravare la crescita di leucemie infantili e tumori nella zona. Adesso, è necessario risarcire il territorio. La battaglia continua”.Da Luca Cangemi, Federazione della Sinistra, si sottolinea: “il sequestro dei cantieri del MUOS disposto dall’autorità giudiziaria dà ragione alle denunce fatte dal movimento contro l’installazione di questa mostruosa macchina da guerra, che provoca un disastroso inquinamento elettromagnetico.Adesso si tratta di intensificare la mobilitazione perché il governo, finora totalmente subalterno agli interessi militari americani, revochi del tutto l’autorizzazione all’opera. E’ necessario che la nostra terra sia liberata integralmente dal cappio rappresentato dalle basi militari, da Niscemi a Sigonella, che devastano il territorio e impediscono che la Sicilia svolga il suo ruolo naturale di ponte di pace e cooperazione nel Mediterraneo”.
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