di iena al “bar degli amici” marco benanti
Nei mesi scorsi avevamo notato come, finalmente, si registrasse un “risveglio” della vita sindacale nel Comune di Catania,http://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=7003 con parole di verità a tutela degli interessi dei lavoratori del Comune e di quelli precari in particolare, la parte “debole” del sistema delle connivenze.
Ebbene siamo costretti a prendere atto che nelle ultime settimane si è tornati all’antico, un bel quadretto in cui sindacalisti politici e funzionari, tutti insieme appasionatamente si mostrano compiaciuti l’uno dell’altro (vedi foto).
Il riferimento è all’incontro per la sorte dei precari che giovedì scorso ha sancito che solo 38 su 179 verranno stabilizzati, per il resto si vedrà. Come verranno scelti questo sparuto numero non è dato sapere, forse con i concorsi in cui conterà essere amico e/o sostenitore del politico di turno anche se, per fortuna, siamo alla fine di questa maledetta primavera. E gli altri 151 che fine faranno? Ma che importa! Intanto sono tornati tutti amici: quel “rompicoglioni” di Luca Crimi della Uil che aveva da ridire su tutto (le stabilizzazioni per tutti i precari, il rispetto della legge al Comune, dei lavoratori della nettezza urbana ecc…), che aveva persino osato fare scendere in piazza i dipendenti comunalihttp://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=7038, roba che non si vedeva da anni a Catania, è stato inspiegabilmente allontanato. Puff, sparito, inghiottito dalla macchina del servilismo sindacale. Nella migliore tradizione del gattopardismo sindacale in salsa catanese, politici e sindacalisti di nuovo mano e pacca sulla spalla. Per la soddisfazione di tutti.
Tutti chi? Ma è ovvio! Quelli del “sistema”, coloro che godono di prebende e che lavorano per la “pace”, sulla pelle dei diritti per compiacere il (mal)governo cittadino. Quei sindacalisti bonaccioni che non disturbano il manovratore e che sono mani e piedi legati al carro dei politici, a cui sono sottomessi per interesse e tornaconto.
La Uil di Luca Crimi che nei mesi scorsi aveva detto parole di verità sulla DisAmministrazione e i “favori” della giunta Bianco, è stata messa a tacere: anche quel sindacato, almeno quello “ufficiale” del segretario generale Parisi e quello di categoria Passarello, è tornato mestamente all’ovile. E infatti in quella ridanciana foto, Crimi non c’è. E meno male! Ci sono invece i soliti sindacalisti che vanno a braccetto coi politici, che fanno accordi al ribasso e si sottomettono alla bieca propaganda bianchista, a discapito dei lavoratori, della verità e dell’interesse pubblico.
Che aspetta il segretario regionale della Uil Claudio Barone a fare tornare in campo il suo migliore sindacalista Luca Crimi per prendere di nuovo in mano le redini? Perché Crimi è stato fatto fuori? Chi ha voluto la sua defenestrazione, malgrado il sindacato con lui stesse acquisendo credibilità e iscritti? Aspettiamo risposte immediate: per evitare che vedendo foto e accordicchi di comodo come questo sui precari, la nausea prenda il sopravvento.
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