“La riattivazione degli ospedali dismessi è una delle opzioni su cui stiamo lavorando, ieri abbiamo avuto una riunione con tutti i direttori sanitari della Sicilia e ci stiamo ponendo, come tutte le altre regioni d’Italia, il tema di una attivazione urgente di nuovi posti letto in terapia intensiva e di nuovi posti letto a pressione negativa per le malattie infettive. Entro le prossime giornate contiamo di realizzare un piano articolato, al momento la nostra struttura è assolutamente soddisfacente“: parole dell’assessore regionale alla sanità Ruggero Razza. Infatti, coerentemente con questo assunto, al “Garibaldi Centro” di Catania è in corso da settimane una splendida operazione di depotenziamento dell’ unico pronto soccorso del centro cittadino.
Con lo spostamento a Nesima della chirurgia vascolare -per fondamentali esigenze di riorganizzazione- sta maturando appunto una riduzione della capacità ricettiva di un presidio fondamentale per la salute pubblica. Del resto, a Catania, hanno già praticamente chiuso il “Vittorio Emanuele” e il pronto soccorso è finito al Policlinico, cioè in periferia. Insomma, pare proprio che il centro urbano cittadino non sia più degno di accogliere la vasta utenza: la parola d’ordine parrebbe sia “decentrare” (o forse inseguire qualche “alto papavero”?).
Per l’ennesima volta, registriamo una politica che parla in un modo e opera in un altro: e dire che Carnevale è già passato.
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