Partita la crociata: doveva essere relegata a simpatica trovata (se non una genialata) quella del manichino a seno nudo che segnalando i lavori sulla circonvallazione di Catania a tutte le auto faceva rallentar e invece… cosa non è diventata.
E chi le ha tenute più le femministe: “la rimozione non basta – occheggiano all’unisono – vogliono il responsabile”.
Per “La Ragna-Tela”, associazione che s’è presa la questione, “il manichino – scrivono – “cancella il riconoscimento e la valorizzazione delle donne con la loro sapienza, cultura, esperienza, amore per la bellezza è il decoro”.
Minchia! quanto danno fa una minna, finta.
Per non parlare, poi, dell’ “l’Udi”: “del corpo delle donne da esibire, violare, offendere – sostengono – è stata la rappresentazione plastica”.
Ora, quando a quando la “rappresentazione plastica” non è della donna al volante, quel pericolo costante che appunto tutte le auto fa sì rallentar ma pure clacsonar e persino bestemiar, ecco lo starnazzar.
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